E’ passato un anno da quando ho iniziato a insegnare yoga in alcune aziende del bolognese. E siccome dopo un anno si fanno i bilanci, ecco tre cose che ho scoperto:
1) La partecipazione trasversale
Pensiamo ancora che lo yoga sia una disciplina solo per alcuni? A volte ancora sì: è solo per le donne, solo se sei zen, solo se…
Ebbene, le aziende in cui ho insegnato sono i luoghi dove gli stereotipi sono stati abbattuti; sarà un segnale precursore?
- il 50% degli allievi sono uomini
- l’età dei partecipanti varia da under 30 a over 60
- partecipano persone da tutte le aree ed i livelli dell’organizzazione
2) Serve una palestra? (No, basta la creatività)
Certo che una palestra aziendale, magari con la possibilità di modulare luci e suoni, è ideale perché permette di ricreare la tranquillità necessaria. rilassarsi e concentrarsi. Ma si può fare yoga anche in una sala riadattata dopo avere spostato sedie e tavoli, in uno spazio aperto privato o pubblico come un parco.
3) Lo yoga fa sinergia con le iniziative aziendali
Rispetto, ascolto empatico, disciplina…i principi etici dello yoga sono facilmente ritrovatili nei sistemi di valori aziendali.
Lo yoga si presta quindi come strumento esperienziale per affiancare e supportare iniziative di formazione e comunicazione interna.
Alcuni esempi? In questo anno abbiamo organizzato momenti yogici per rafforzare l’importanza della salute mentale, dell’eliminazione della violenza contro le donne, rafforzare il team building e liberare la creatività.

